HDS Thread Lifting Plus: perché funziona?

Il desiderio di mantenere un aspetto fresco, vitale e strettamente allineato alla propria energia interiore rappresenta oggi una priorità per moltissimi pazienti. Con il naturale fluire del tempo, il terzo medio del volto e la regione cervicale vanno incontro a un progressivo cedimento strutturale. Tuttavia, la risposta della medicina estetica e della chirurgia plastica moderna ha superato i vecchi paradigmi del passato: oggi è possibile ottenere un ringiovanimento profondo, visibile e strutturale senza dover necessariamente affrontare i lunghi decorsi e le cicatrici di un intervento a cielo aperto.


L’HDS Thread Lifting+ (High Definition SMAS Thread Lifting) nasce da questo cambio di prospettiva: non un trattamento standard, ma una procedura impostata sulla diagnosi e sull’anatomia del singolo volto.

Il principio biomeccanico: i tessuti non sono in eccesso, sono scesi

Uno degli errori storici della chirurgia estetica vecchio stampo risiedeva nella convinzione che l’invecchiamento cutaneo fosse dovuto esclusivamente a un eccesso di pelle, da eliminare “tagliando e tirando” i lembi cutanei. Questo approccio recava con sé il rischio di esiti artefatti, espressioni innaturali o sguardi tesi.

La moderna chirurgia plastica ha ampiamente dimostrato che il fenomeno dell’invecchiamento è legato principalmente alla gravità e alla perdita di supporto volumetrico. I tessuti non aumentano in superficie, ma semplicemente subiscono una discesa verso il basso dovuta alla perdita di tono dello SMAS e al riassorbimento del grasso sottocutaneo. Questa migrazione si traduce in inestetismi ben noti:

  • Perdita di definizione della linea mandibolare e comparsa delle cosiddette “guance cadute”.
  • Accentuazione dei solchi naso-labiali e delle linee della marionetta.
  • Svuotamento della regione zigomatico-malare.
  • Rilassamento del collo con alterazione dell’angolo cervico-mandibolare.

L’obiettivo dell’HDS Thread Lifting+ è il riposizionamento anatomico: i tessuti scesi vengono riportati delicatamente e stabilmente nella loro posizione originaria, ridistribuendo i volumi in modo armonioso e ripristinando i vettori di giovinezza del volto, senza asportare cute, salvo i casi descritti qui sotto.

Quando un eccesso di cute c’è davvero: il micro-lifting

Resta un’obiezione ricorrente: se la pelle in eccesso non viene asportata, il problema non rimane? La domanda nasce dal vecchio modo di leggere il cedimento, cioè come un allungamento dei tessuti. “Il cedimento non è un allungamento”, precisa il Dott. Cravero, “è un calo posizionale di tessuti che sono semplicemente caduti.” Riportarli nella posizione originaria, per questo, non lascia alcun eccesso da rimuovere.

Esiste però il caso in cui un eccesso cutaneo sia effettivamente presente. Quando è minimo o moderato, viene trattato all’interno della stessa procedura con un micro-lifting: è la variante che prende il nome di HDS Thread Lifting Plus, dove al riposizionamento dei tessuti con i fili permanenti si affianca l’asportazione della cute eccedente. Non si tratta di due strade alternative, ma di due componenti della stessa procedura, dosate su quel volto.

La verifica si fa in visita: è la diagnosi a stabilire se l’eccesso c’è, quanto è esteso e se vada trattato, e non una scelta presa in partenza.

La sintesi di due abilità: il vero segreto dell’efficacia clinica

Come sottolineato dal Dott. Luca Cravero, l’efficacia clinica e, soprattutto, la sicurezza dell’HDS Thread Lifting+ non risiedono meramente nella tecnologia del dispositivo utilizzato, bensì nella convergenza di due distinte competenze specialistiche possedute dal medico operatore.

1. L’eccellenza della tecnica chiusa
L’inserimento dei fili permanenti viene definito come una “tecnica chiusa”, in quanto non prevede incisioni cutanee o l’esposizione diretta dei tessuti. Questa modalità mini-invasiva richiede una manualità millimetrica: il professionista deve conoscere con precisione l’anatomia, anche al tatto, per far scorrere i fili esattamente nel piano prestabilito, senza deviazioni che inficerebbero il risultato o creerebbero irregolarità visibili sulla superficie cutanea.

2. La padronanza del lifting deep plane e la sicurezza nervosa
L’HDS Thread Lifting+ non agisce nel derma superficiale, ma nello strato dello SMAS (Sistema Muscolo Aponeurotico Superficiale), ovvero il medesimo piano profondo che viene scollato e riposizionato durante un lifting chirurgico tradizionale o un deep plane facelift.
Lo SMAS è una struttura anatomica nobile e complessa, situata a stretto contatto con le diramazioni del nervo facciale. Operare in questo distretto richiede una profonda formazione ospedaliera e una consolidata esperienza in chirurgia ricostruttiva e plastica. È questa esperienza a consentire di gestire i vettori di trazione rispettando le strutture nervose e di ridurre il rischio di complicanze, che come in ogni procedura non è mai pari a zero. L’atto di posizionare i fili si trasforma così in una procedura di precisione chirurgica millimetrica condotta in modalità chiusa.

Dal lifting deep plane ai fili: come nasce la tecnica

Le due abilità non sono nate insieme. Da una parte ci sono vent’anni di lifting chirurgico del viso eseguito con tecnica deep plane, cioè lavorando sul piano profondo dello SMAS; dall’altra l’inserimento di fili di trazione, prima riassorbibili e poi permanenti.

Per anni sono rimaste due strade distinte, e per una ragione precisa: la chirurgia raggiungeva il piano profondo ma richiedeva lo scollamento dei tessuti, mentre i fili evitavano lo scollamento ma restavano su piani più superficiali, dove la trazione ha un punto di appoggio meno stabile. Quello che mancava per farle incontrare non era un’idea, ma un materiale all’altezza del compito.

«Funziona perché mette insieme due cose che ho imparato separatamente: il lifting deep plane e i fili», sintetizza il Dott. Cravero. È il filo, con le caratteristiche descritte qui sotto, ad avere reso possibile applicare la logica del deep plane senza aprire una via chirurgica per arrivare al piano su cui agisce.

Come si riconosce il piano corretto: i legamenti di ritenzione

La domanda che i colleghi pongono più spesso riguarda proprio questo passaggio: lo SMAS è una struttura sottile, e durante la procedura non è sotto controllo visivo. Come si fa ad avere la certezza di lavorare al di sotto di esso?

Il riferimento sono i legamenti di ritenzione, i retaining ligaments che ancorano i tessuti superficiali del volto ai piani profondi e che si trovano nello SMAS e al di sotto di esso. “Quando li si perfora si avverte un click netto, che conferma di essere nel piano corretto”, spiega il Dott. Cravero. “È lì che si prosegue con il posizionamento del filo.”

È un’informazione tattile e precisa, non un’impressione: la mano riceve un segnale che dice al chirurgo a quale profondità si trova. Ed è la ragione per cui la conoscenza anatomica di cui si parla in questa sezione non è teorica. Riconoscere quei legamenti significa saperli cercare, ed è un’abilità che si costruisce sulla chirurgia del volto prima ancora che sui fili.

Tecnologia e materiali: i fili “Infinite thread”

Il cuore tecnologico del trattamento è rappresentato dall’utilizzo dei fili permanenti Infinite Thread. Le loro specifiche tecniche li distinguono dai comuni fili riassorbibili:

  • Materiale Biocompatibile: Realizzati in silicone solido di grado medicale, materiale con oltre 60 anni di storico scientifico, biologicamente inerte, che produce una fibrosi minima.
  • Architettura di Trazione: Presentano una struttura brevettata con 4 punte arrotondate orientate a 45 gradi posizionate ogni 1,5 mm. Questa conformazione esercita una presa solida e omogenea sullo SMAS, per un ancoraggio stabile.
  • Anelasticità Strutturale: Essendo fili non elastici, non subiscono deformazioni o perdite di tensione nel corso degli anni, permettendo al risultato clinico di mantenersi stabile nel tempo.
  • Posizionamento profondo: Con un diametro di 1,4 mm e l’inserimento nel piano profondo dello SMAS, i fili sono posizionati lontano dalla superficie della pelle.

Quale silicone: una distinzione che cambia tutto

La domanda che i pazienti pongono più spesso non riguarda la tecnica, ma il materiale: di cosa sono fatti i fili. Dietro la domanda c’è quasi sempre una diffidenza verso il silicone, e il Dott. Cravero la considera ragionevole: «da paziente l’avrei anch’io, se non sapessi come sono fatti i fili».

La diffidenza però nasce da due materiali diversi da quello utilizzato qui. Il primo è il silicone liquido iniettabile, che si diffonde nei tessuti e causava la formazione di granulomi come tutti gli iniettabili permanenti in forma liquida: è vietato in Italia dagli anni Novanta. Il secondo è il silicone a superficie ruvida, presente su alcune superfici protesiche, che proprio in quanto ruvido può indurre una reazione infiammatoria dei tessuti circostanti.

Il rivestimento dei fili Infinite Thread non appartiene a nessuna delle due categorie: è silicone solido e liscio, biologicamente inerte, lo stesso materiale impiegato da oltre sessant’anni negli impianti protesici ortopedici, dall’anca al ginocchio. Non essendo liquido non si diffonde nei tessuti; non essendo ruvido non esercita un’azione irritativa meccanica. La fibrosi che si sviluppa attorno al filo è minima ed è ciò che ne stabilizza la posizione nel tempo.

Quello che distingue un silicone dall’altro, in altre parole, non è il nome del materiale: è il suo stato fisico e la sua superficie.

L’anima che non si allunga e i conetti che non pungono

Due caratteristiche del filo spiegano perché la trazione regge nel tempo. La prima è l’anima in poliestere, la parte che sopporta il carico: non è estensibile, ed è una scelta progettuale. Un filo elastico accompagnerebbe i movimenti del volto ma perderebbe progressivamente tensione, e con la tensione l’effetto di sospensione dei tessuti.

La seconda è la struttura tridimensionale a conetti ricavata lungo il filo. Sono gli elementi che lo ancorano ai tessuti: non li pungono e non li perforano, ma si appoggiano su di essi distribuendo la trazione su più punti di contatto, e consentono in questo modo una tenuta stabile senza esercitare un’azione lacerante sul tessuto in cui il filo è alloggiato.

È l’insieme di queste caratteristiche — un’anima che non cede, un rivestimento biologicamente inerte e un ancoraggio che non lede i tessuti — a rendere possibile ciò che con i fili di alcuni anni fa non era perseguibile: posizionare il filo in profondità e lasciarlo lavorare lì, con un impatto chirurgico contenuto e risultati che si mantengono nel tempo.

Confronto clinico: Hds thread lifting+ vs lifting tradizionale

Per capire quando scegliere l’una o l’altra strada, è utile mettere a confronto le differenze principali rispetto alla chirurgia maggiore:

  • Incisioni e Cicatrici: L’HDS Thread Lifting si esegue con tecnica chiusa, senza incisioni cutanee; nella variante Plus si aggiunge l’asportazione della cute eccedente, senza scollamento dei piani. Il lifting tradizionale comporta incisioni pre e post-auricolari.
  • Natura del Risultato: Nel trattamento HDS i tessuti vengono riposizionati dal piano profondo, senza tendere direttamente la cute: per questo non si ricerca l’effetto “tirato”.
  • Tempi di Convalescenza: Il recupero post-HDS è più breve: in genere il ritorno alle attività sociali avviene dopo 3-5 giorni, con tempi che variano da paziente a paziente. Il lifting tradizionale richiede diverse settimane di convalescenza.
  • Protocollo Anestesiologico: La procedura HDS si esegue in anestesia locale coadiuvata da una blanda sedazione per il comfort del paziente, in regime di Day Hospital. L’intervento classico richiede anestesia generale o sedazioni profonde con degenza.
  • Stabilità del Risultato: Grazie all’ancoraggio nello SMAS con fili permanenti, il risultato è pensato per mantenersi nel tempo; la sua durata dipende dalla qualità della cute e dal naturale invecchiamento dei tessuti di ciascun paziente.

Perché non c’è l’effetto “tirato”: la trazione avviene in profondità

La naturalezza del risultato non è una sfumatura di gusto: è una conseguenza del piano su cui i fili lavorano. Nell’HDS Thread Lifting Plus i fili permanenti vengono posizionati sotto lo SMAS, ed è lì che avviene la trazione. I tessuti profondi vengono riposizionati verso l’alto e, in modo morbido, portano con sé quelli di superficie. La cute non viene tesa direttamente: sale perché sale ciò che la sostiene.

Il modo più semplice per verificarlo è il movimento. Il gesto che il volto compie prima del trattamento lo compie identico anche dopo: i tessuti sono riposizionati più in alto, ma la mobilità della superficie è la medesima, con le stesse espressioni e la stessa morbidezza. È per questo che il risultato non presenta l’aspetto di over-treatment o di over-pulling.

Il rovescio della medaglia è un’indicazione chiara. «Se una paziente mi dice: voglio essere tirata come la pelle di un tamburo, è evidente che l’HDS Thread Lifting non è l’intervento corretto», spiega il Dott. Cravero. Una trazione molto marcata è un obiettivo chirurgico, che si raggiunge con un lifting del viso deep plane a trazione più intensa: un intervento diverso, con una propria indicazione. Distinguere in visita i due obiettivi è il primo passo per non deludere nessuna delle due aspettative.

Il vettore obliquo del lifting: la geometria che separa le due indicazioni

C’è una ragione geometrica per cui il lifting chirurgico, in presenza di un eccesso di cute, resta l’intervento di riferimento. Il riposizionamento dei tessuti segue un vettore prevalentemente obliquo, che dalla zona centro-facciale porta verso l’orecchio. “Dopo sette o otto centimetri si arriva all’orecchio”, spiega il Dott. Cravero, “e a quel punto rimuovere i tessuti eccedenti è una conseguenza necessaria.” La cute in più non viene asportata perché sia il gesto che definisce un lifting: viene asportata perché lo spostamento lungo quel tragitto la fa esistere.

La trazione con i fili permanenti lavora diversamente. Il vettore è di sospensione, prevalentemente verticale e antigravitazionale, e riporta i tessuti nella posizione da cui sono scesi anziché traslarli verso l’orecchio: per questo, nella maggior parte dei casi, non lascia dietro di sé alcuna porzione cutanea da rimuovere. “Se i tessuti sono eccedenti, il lifting chirurgico deep plane, a mio parere, resta la soluzione più idonea”, precisa il Dott. Cravero. “Se non lo sono, o lo sono poco, oggi c’è la possibilità di essere molto meno invasivi, attraverso un insulto chirurgico molto contenuto.”

Il criterio si legge quindi come una scala di tre gradi. Con un eccesso assente o minimo non si effettuano incisioni. Con un eccesso moderato si imposta un vettore leggermente più obliquo verso l’orecchio e si rimuove la cute eccedente, “ma senza alcun tipo di scollamento”: è il micro-lifting dell’HDS Thread Lifting Plus, e l’assenza di scollamento dei piani è esattamente ciò che lo distingue da un lifting. Con un eccesso importante l’indicazione torna a essere chirurgica. Non sono tre tecniche in competizione, ma tre comportamenti della stessa logica, scelti in sede di diagnosi.

Domande frequenti sull’HDS Thread Lifting

Di cosa sono fatti i fili dell’HDS Thread Lifting?

I fili Infinite Thread hanno un’anima in poliestere, che è la parte che regge la trazione, e un rivestimento in silicone solido di grado medicale. Il diametro è di 1,4 mm. Lungo il filo sono ricavate tacche arrotondate orientate a 45 gradi e distanziate di circa 1,5 mm, che ancorano il filo ai tessuti.

È lo stesso silicone dei riempitivi liquidi iniettabili?

No. Il silicone liquido iniettabile è una forma completamente diversa: si diffonde nei tessuti e causava la formazione di granulomi, come tutti gli iniettabili permanenti. È vietato in Italia dagli anni Novanta. Il silicone che riveste i fili è solido e non è iniettabile.

Il silicone dei fili può dare una reazione da corpo estraneo?

Il silicone solido e liscio è biologicamente inerte e produce una fibrosi minima, che è ciò che stabilizza il filo nella sua posizione. È un materiale diverso dal silicone a superficie ruvida, che proprio per la sua superficie può indurre una reazione infiammatoria. Come per qualunque materiale impiantato, restano determinanti la valutazione preliminare e la tecnica di posizionamento.

Perché i fili non sono elastici?

È una scelta progettuale. Un filo elastico accompagnerebbe i movimenti del volto ma perderebbe progressivamente tensione, e con la tensione l’effetto di sospensione. L’anelasticità strutturale serve a mantenere stabile nel tempo la posizione in cui i tessuti sono stati riposizionati.

I fili possono essere rimossi?

Sì. La fibrosi che si forma attorno al filo è minima, e questo consente la rimozione qualora se ne presenti l’indicazione clinica. I fili sono inoltre visibili agli ultrasuoni, il che ne rende possibile la localizzazione.

L’HDS Thread Lifting dà l’effetto “tirato”?

No, ed è una caratteristica della tecnica, non un limite. I fili permanenti lavorano sotto lo SMAS e riposizionano i tessuti profondi; quelli di superficie li seguono in modo morbido, senza essere tesi direttamente. Per questo il volto sale ma mantiene il proprio movimento e le proprie espressioni.

Se desidero un viso molto tirato, l’HDS Thread Lifting è indicato?

No. Una trazione molto marcata è un obiettivo chirurgico, che si ottiene con un lifting del viso deep plane: un intervento diverso, con una propria indicazione e un proprio decorso. L’HDS Thread Lifting nasce per il risultato opposto, un viso riposizionato più in alto che si muove come prima. La scelta fra i due si fa in visita, dopo la diagnosi.

Come fa il chirurgo a sapere di essere sotto lo SMAS?

Attraverso i legamenti di ritenzione, che si trovano nello SMAS e al di sotto di esso. Quando vengono perforati si avverte un click netto, che conferma la profondità raggiunta: è a partire da quel riferimento tattile che il filo viene posizionato. Per questo la procedura richiede una conoscenza chirurgica dell’anatomia del volto.

Con l’HDS Thread Lifting la pelle in eccesso non viene rimossa?

Nella maggior parte dei casi non c’è pelle in eccesso da rimuovere: i tessuti non si sono allungati, sono scesi di posizione, e vengono riportati verso l’alto. Quando invece un eccesso cutaneo minimo o moderato è presente, si associa ai fili un micro-lifting con asportazione della cute eccedente: è l’HDS Thread Lifting Plus.

Perché in un lifting chirurgico la pelle viene rimossa?

Perché il riposizionamento segue un vettore prevalentemente obliquo, che dalla zona centro-facciale porta verso l’orecchio per un tragitto di sette o otto centimetri. Al termine di quel percorso una porzione di cute risulta eccedente e va asportata: la rimozione è la conseguenza dello spostamento, non il suo scopo.

Che differenza c’è fra il micro-lifting dell’HDS Thread Lifting Plus e un lifting?

L’assenza di scollamento. Quando l’eccesso di cute è moderato si imposta un vettore leggermente più obliquo verso l’orecchio e si rimuove la cute eccedente, ma senza scollare i piani. Quando l’eccesso è importante, l’indicazione torna a essere quella del lifting chirurgico deep plane.

Il percorso clinico personalizzato

Ogni volto presenta un’identità anatomica e un grado di invecchiamento unico. Per tale ragione, il Dott. Luca Cravero struttura ciascun trattamento terapeutico solo a seguito di una rigorosa e approfondita valutazione specialistica, mirata a valutare la compatibilità dei tessuti e le aspettative del paziente.
Le visite e le procedure chirurgiche mini-invasive vengono svolte nel massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e sterilità ospedaliera presso la sede ufficiale:

📍 Clinica Medico Chirurgica Sanitalia Medical Care Via Umberto Terracini, 4, 10093 Collegno (TO).
Per richiedere un consulto specialistico e avviare il proprio percorso di ringiovanimento facciale, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale dei contatti:
🔗 https://lucacravero.it/dove-sono/