Lifting non chirurgico

Con il termine lifting non chirurgico si intende genericamente la possibilità di ottenere un miglioramento del volto mediante metodiche di medicina estetica.

E’ sicuramente un termine abusato, spesso usato ad esempio impropriamente per pubblicizzare macchinari che dovrebbero sortire risultati miracolosi di sollevamento dei tessuti.

Negli ultimi 15 anni si è progressivamente diffuso il concetto del lifting liquido, non chirurgico, detto anche lifting medico, che permette un certo sollevamento verso l’alto dei tessuti del viso attraverso un riempimento degli stessi, principalmente con acido ialuronico, ma anche utilizzando altre sostanze, riassorbibili o meno.

Parimenti si è sviluppato il concetto di lipostruttura o lipofilling, cioè il riempimento dei tessuti con il proprio grasso, che ha una funzione sia di volumizzazione che di miglioramento della qualità della pelle grazie alle cellule staminali contenute nel tessuto adiposo.

Gli interventi di riempimento del volto, sia che si tratti di acido ialuronico o fillers similari, sia che si tratti di tessuto adiposo, hanno, rispetto ad un lifting chirurgico, i vantaggi di essere di semplice e rapida esecuzione ed un costo che viene spalmato nel tempo perché necessitano di più sedute di trattamento.

Lo svantaggio principale consiste nel fatto che spesso, nel tentativo di togliere solchi e pieghe, il medico non adeguatamente preparato cade nel tranello di riempire oltre le reali indicazioni cliniche (il cosiddetto overtreatment) ed in sedi anatomiche/profondità non corrette, con il risultato che si alterano le proporzioni delle subunità anatomiche dei volti trattati, che tendono di conseguenza ad assomigliarsi tra loro perché assumono una morfologia innaturale, “rifatta”, con zigomi molto pronunciati e parametri delle subunità estetiche del volto fuori dal normale.

Le pazienti così trattate spesso non hanno alcuna ruga, piega o solco visibile perché i tessuti sono sovrariempiti, ma di certo non sembrano più giovani, né sono valorizzate nel dimostrare al meglio la loro età.

In realtà, solo da pochi anni è stato pienamente compreso il complesso meccanismo di cambiamenti strutturali che porta all’invecchiamento facciale e che può essere schematicamente riassunto in questo modo:

  • Perdita di volumi: negli anni si riduce principalmente il tessuto adiposo di alcuni compartimenti del volto, che sono stati scoperti recentemente grazie a specifici studi di anatomia dissettiva. Si riducono anche le dimensioni dello scheletro facciale, ma in proporzione generalmente inferiore rispetto al tessuto adiposo. Si riduce anche la muscolatura del volto che, perdendo tono, tende a rilassarsi verso il basso, per questo si consiglia la ginnastica facciale!
  • Perdita del tono cutaneo: negli anni la cute ha una riduzione progressiva di elastina, acido ialuronico e collagene per cui perde volume, compattezza e pertanto tende a rilassarsi.

Come invecchia il viso (da Anatomy of the Aging Face: Volume Loss and Changes in 3-Dimensional Topography):


Appare chiaro pertanto come i problemi legati all’invecchiamento cutaneo siano sia di volumi che di rilassamento. Aumentando solo i volumi (con i filler o il lipofilling) o solo tirando verso l’alto i tessuti (con i fili, i filler o con il lifting chirurgico) non si può ottenere un risultato che porti ad un ripristino di una situazione anatomica pre-esistente, cioè ad ottenere un volto in cui la paziente, specchiandosi, possa riconoscersi, ma si ottiene invece un cambiamento morfologico, cioè un viso differente, con caratteristiche somatiche che non sono mai esistite nella paziente.

Solo bilanciando correttamente riempimento e trazione si può ottenere un reale ringiovanimento senza alterazioni morfologiche.

Solo attraverso una perfetta conoscenza dell’anatomia chirurgica del volto e delle sue logge adipose possiamo riempire le aree dove vi è stata realmente deplezione tessutale, con il prodotto con adeguato G’ (G prime, cioe’ resistenza elastica), nella sede ed alla profondità corretta.

Allo stesso modo, solo attraverso una perfetta conoscenza dell’anatomia chirurgica e dei vettori di trazione che normalmente si utilizzano per il lifting chirurgico, possiamo posizionare in modo efficace e sicuro i fili, riassorbibili o permanenti a seconda delle indicazioni cliniche e dei desideri della paziente.

In definitiva la medicina estetica negli ultimi anni si è evoluta offrendo la possibilità di ottenere risultati spesso comparabili realmente ad un intervento chirurgico, ma solo se effettuata da tprofondi conoscitori dell’anatomia chirurgica del volto.


Ringiovanimento con fili e laser Erbium prima e dopo:

Fili elastici [foto] 1.1Fili elastici [foto] 1.2

Ringiovanimento con fili prima e dopo:

Fili elastici [foto] 2.1Fili elastici [foto] 2.2

Ringiovanimento con fili elastici prima e dopo:

Fili elastici [foto] 3.1

Ringiovanimento con fili elastici prima e dopo:

Fili elastici [foto] 4.1Fili elastici [foto] 4.2