Cicatrici da Acne

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Le cicatrici da acne sono visibili perché sono depresse rispetto al piano della pelle che le circonda: con la luce che arriva di lato creano piccole ombre, ed è per questo che si notano di più in certe condizioni di illuminazione e meno in altre. Nel mio studio di Torino il trattamento delle cicatrici da acne parte da qui, dalla forma della cicatrice, perché è la forma a decidere che cosa funziona.

Non tutte le cicatrici da acne sono uguali

Le cicatrici atrofiche, quelle depresse, si distinguono in tre tipi che spesso convivono sullo stesso viso. Le “ice pick” sono strette e profonde, come punture; le “boxcar” hanno bordi netti e fondo piatto; le “rolling” sono ampie e ondulate, con bordi che sfumano nella pelle sana. A queste si aggiungono le cicatrici ipertrofiche o cheloidee, in rilievo, più frequenti su mandibola, torace e dorso, e le discromie post-infiammatorie, che non sono cicatrici vere ma macchie rosse o brune lasciate dalle lesioni.

Ogni tipo risponde a uno stimolo diverso. Una ice pick profonda si tratta puntualmente, una rolling ha bisogno di un lavoro sul derma in tutta la zona, una discromia si tratta come una macchia. La visita serve a mappare che cosa c’è su quel viso, e in che proporzione.

Quando ha senso trattarle

Si trattano le cicatrici, non l’acne: il criterio che seguo è intervenire quando la malattia è inattiva da qualche mese, perché lavorare su una pelle ancora infiammata espone a nuove lesioni e a risultati poco prevedibili. Se l’acne è ancora presente, il primo passo è dermatologico. La stagione conta: i trattamenti laser e la radiofrequenza si programmano preferibilmente lontano dall’esposizione solare intensa.

Le opzioni disponibili nel mio studio

Laser CO2 frazionato

Il laser CO2 frazionato Tetra Pro di DEKA vaporizza microcolonne di tessuto lasciando intatta la pelle circostante, che guida la rigenerazione. È lo strumento che utilizzo per le cicatrici boxcar e rolling e per le zone estese: livella i bordi e stimola nuovo collagene. Comporta alcuni giorni di rossore e di desquamazione, che vanno messi in conto.

Radiofrequenza frazionata con microaghi

Morpheus8 porta la radiofrequenza in profondità nel derma attraverso microaghi, con un’azione sul collagene che parte dal basso e risparmia la superficie. È l’opzione che privilegio sulle cicatrici rolling e sui fototipi scuri, dove il laser richiede più cautela, e sulle pelli che non possono permettersi giorni di recupero visibile. In genere si programma un ciclo di più sedute a distanza di alcune settimane.

Needling con PRP

Il needling con Dermapen e PRP crea microcanali nella pelle e vi applica il plasma ricco di piastrine ottenuto dal sangue della stessa persona. È un trattamento graduale, adatto alle cicatrici superficiali e alla grana irregolare della pelle, e si presta a essere ripetuto.

Peeling chimici

I peeling di media profondità agiscono sulle cicatrici superficiali e soprattutto sulle discromie post-acne. La tecnica del TCA applicato in modo puntuale, cicatrice per cicatrice, è una delle poche opzioni utili per le ice pick.

Filler di acido ialuronico

Il filler solleva dal basso le singole cicatrici depresse più ampie, con effetto immediato ma temporaneo. Lo utilizzo su cicatrici selezionate, spesso come completamento degli altri trattamenti.

Nella pratica le strade si combinano: un ciclo di radiofrequenza o di laser sull’intera area, un trattamento puntuale sulle cicatrici più profonde, un peeling per le discromie. La combinazione la disegno in visita, e la discuto insieme alla persona valutando tempi e recupero.

Cosa aspettarsi

Il trattamento rende le cicatrici da acne meno visibili, non le cancella: la pelle cicatriziale resta una pelle diversa, e la qualità del risultato dipende dalla capacità di guarigione degli strati cutanei residui, che varia da persona a persona. Il miglioramento è progressivo, perché il collagene nuovo si forma nei mesi successivi a ogni seduta. In genere si prevedono da una a tre sedute per il laser CO2 e cicli di tre o quattro per la radiofrequenza e il needling, con controlli intermedi. Dopo ogni seduta servono protezione solare rigorosa e qualche giorno di attenzione alla pelle, che spiego per iscritto.

Un caso trattato con filler

Le due immagini qui sotto mostrano una cicatrice depressa trattata con filler di acido ialuronico, prima e dopo la seduta. È un singolo caso, con il consenso della persona: il risultato dipende dal tipo di cicatrice e dalla pelle, e non è indicativo di ciò che si può ottenere in un altro caso.

 

Domande frequenti sulle cicatrici da acne

Le cicatrici da acne si possono eliminare del tutto?

No. I trattamenti le rendono meno profonde e meno visibili, e in molti casi il cambiamento è rilevante, ma la pelle cicatriziale non torna identica a quella sana. È il motivo per cui in visita preferisco mostrare che cosa è realistico per quel tipo di cicatrice.

Meglio il laser o la radiofrequenza?

Non esiste una risposta valida per tutti: il laser CO2 lavora dalla superficie ed è più incisivo sui bordi delle cicatrici, la radiofrequenza con microaghi lavora dal derma e richiede meno recupero visibile. Fototipo, tipo di cicatrice e tempo a disposizione decidono, e spesso si usano entrambi in momenti diversi.

Quante sedute servono?

Dipende dallo strumento e dall’estensione: in genere da una a tre per il laser CO2 frazionato, da tre a quattro per Morpheus8 e per il needling, a distanza di quattro-otto settimane. Il filler agisce in una seduta e si ripete quando l’effetto si esaurisce.

Si possono trattare le cicatrici se ho ancora l’acne?

Prima si tratta l’acne, con il dermatologo, e si aspetta che sia inattiva da qualche mese. Trattare le cicatrici su una pelle infiammata non è indicato.

Dove si esegue il trattamento?

Nel mio studio a Torino, presso la Clinica Sanitalia Medical Care di Collegno, in ambulatorio. Le cicatrici da acne sono uno degli inestetismi trattati nel percorso di medicina estetica dello studio; le indicazioni per come raggiungere lo studio sono nella pagina dei contatti.

La prima visita

La valutazione delle cicatrici da acne si fa in visita, con la pelle pulita e senza trucco, osservando il viso con luce diretta e radente. Ne esce una mappa dei tipi di cicatrice presenti e una proposta di percorso, con sedute, tempi e recupero. È la stessa logica che applico a ogni trattamento: la diagnosi prima del trattamento.