“È una tecnica che è naturalmente nelle mie corde.” Parlo della tecnica Preservé™, una tecnica di mastoplastica additiva pensata per ridurre il trauma chirurgico. Circa un anno fa avevo preso le distanze dal modo in cui veniva raccontata; oggi, dopo averla osservata e studiata, la eseguo anch’io. Con criteri precisi, perché non è adatta a tutte le pazienti.
Perché avevo preso le distanze
Non ho preso le distanze dalla tecnica, ma dal modo in cui veniva presentata. Non mi riconosco in una comunicazione fatta di slogan, che descrive un intervento al seno come rapidissimo e quasi non chirurgico: “è un modo di comunicare che non mi appartiene.” Per me un intervento al seno resta un intervento chirurgico, e va spiegato per quello che è, con i suoi tempi e i suoi limiti.
Il principio: il danno chirurgico è per sempre
La tecnica in sé, invece, mi interessava da tempo. “Così come faccio e cerco delle tecniche sul viso che riducano il danno chirurgico, perché il danno chirurgico è per sempre, così lo cercavo anche per il seno.” Ridurre al minimo il trauma sui tessuti è il criterio che seguo in tutta la mia chirurgia; ne ho scritto più in generale nella pagina sul rispetto dei tessuti in chirurgia.
Un anno di valutazione, prima di adottarla
Più di un anno fa sono andato a vederla in Romania, in modo indipendente dall’azienda che l’ha sviluppata, per non essere influenzato nel giudizio. Mi era piaciuta, ma prima di proporla alle mie pazienti ho voluto aspettare.
- L’ho osservata per un anno.
- Ho letto gli studi pubblicati: hanno ancora follow-up brevi, perché è una tecnica giovane.
- Ho visto lavorare un collega con un’ampia casistica, che in quest’anno ha introdotto diversi accorgimenti tecnici.
“Posso confermare che è una tecnica sicuramente interessante, che a me piace comunque molto perché riduce quello che è il danno chirurgico.” Quando è fatta nei casi corretti, ha dei vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale.
Come funziona, in breve
La tecnica Preservé si esegue con un’incisione ridotta e con strumenti dedicati: lo spazio per la protesi viene preparato distendendo gradualmente i tessuti, anche con l’aiuto di un palloncino, e poi la protesi viene inserita. L’obiettivo è preservare il più possibile i tessuti del seno. I dettagli dipendono dal caso e si spiegano in visita.
Come la eseguo
Una tecnica meno invasiva non è una tecnica sbrigativa. Ci sono quattro scelte che faccio sempre.
- Il tempo giusto. Richiede meno tempo di una mastoplastica additiva tradizionale, ma ogni passaggio ha il suo tempo: “ci va sicuramente il tempo giusto.”
- La sedazione. Si potrebbe eseguire in anestesia locale, ma la eseguo in sedazione, per il comfort della paziente durante l’intervento.
- La coagulazione. Si può anche non coagulare, ma si corre il rischio di ematomi: per questo coagulo.
- Protesi di dimensioni contenute. Con protesi grandi si rischia di danneggiarle durante l’inserimento, o di lasciarle lese all’interno. È un limite della tecnica, e va detto prima.
Quando dire sì e quando dire no
“Quello che è essenziale, come sempre, è la diagnosi corretta: cioè capire la paziente in cui è giusto utilizzare questa tecnica e la paziente che non è idonea per questa tecnica.” La tecnica Preservé non sostituisce la mastoplastica additiva tradizionale: è un’opzione in più, che si valuta in visita insieme all’anatomia, ai tessuti, ai desideri della paziente e al volume che cerca. Come si arriva a questa scelta è spiegato nella pagina sulla pianificazione della mastoplastica additiva; le differenze fra le protesi nella pagina sui tipi di protesi mammarie; l’intervento nel suo insieme nella pagina sulla mastoplastica additiva.
“Quindi sapere quando dire sì e soprattutto sapere quando dire no.”
Domande frequenti sulla tecnica Preservé
Che cos’è la tecnica Preservé?
È una tecnica di mastoplastica additiva pensata per ridurre il trauma chirurgico: si esegue con un’incisione ridotta e con strumenti dedicati, che preparano lo spazio per la protesi preservando il più possibile i tessuti del seno.
Si fa in anestesia locale?
Si potrebbe fare, ma la eseguo in sedazione, per il comfort della paziente durante l’intervento.
Si possono usare protesi di qualsiasi dimensione?
No. Con questa tecnica si usano protesi di dimensioni contenute: con protesi grandi aumenta il rischio di danneggiarle durante l’inserimento.
È adatta a tutte le pazienti?
No. La scelta parte dalla diagnosi: in visita si valuta se la paziente è idonea a questa tecnica o se è più indicata una mastoplastica additiva tradizionale.
È una tecnica nuova?
Sì, è una tecnica giovane: gli studi pubblicati hanno ancora follow-up brevi. Per questo, prima di adottarla, l’ho osservata per un anno.


