Tipi di protesi mammarie: rivestimento, forma, proiezione e volume

Il Dott. Luca Cravero mostra una protesi mammaria in silicone

“La chirurgia protesica mammaria richiede la maggior attenzione nella fase pre-chirurgica, cioè nella prima visita e nelle successive che portano al trattamento.” Per il Dott. Luca Cravero, chirurgo plastico estetico, la protesi si sceglie lì, prima dell’intervento, conoscendo la paziente. Le protesi mammarie non sono tutte uguali: cambiano il rivestimento, la forma, la proiezione e il volume, e ognuna di queste caratteristiche va decisa su di lei.

Prima della protesi viene la paziente

“Bisogna conoscere molto bene la paziente da un punto di vista anatomico, i suoi tessuti.” Lo spessore dei tessuti dice quanto potranno coprire la protesi, ed è il primo dato da cui partire. Ma l’anatomia da sola non basta: “bisogna capire anche che tipo di paziente è, se fa attività sportiva, se ha bambini piccoli, per scegliere la protesi più idonea.” Lo stile di vita, quindi, è un criterio della scelta, non un dettaglio.

Il rivestimento: liscio, testurizzato o in poliuretano

Le protesi che il Dott. Cravero mostra nel video sono protesi in silicone, e la prima differenza sta nella superficie esterna.

  • Liscio: la superficie del guscio è levigata.
  • Nanotesturizzato: la superficie ha una trama finissima, appena percettibile.
  • Microtesturizzato: la trama è un po’ più marcata.
  • Poliuretano: il guscio è rivestito da una schiuma di poliuretano, una superficie spugnosa a cui i tessuti aderiscono.

Non esiste un rivestimento migliore in assoluto. Ognuno ha le sue indicazioni, e la scelta si fa in visita, sulla base di come è fatta la paziente.


Forma e proiezione: rotonde o anatomiche

“Ci sono protesi rotonde, anatomiche, cioè a goccia, a vario grado di proiezione.”

  • Protesi rotonde: distribuiscono il volume in modo uniforme e danno più pienezza alla parte superiore del seno.
  • Protesi anatomiche: hanno una forma a goccia, con più volume nella parte inferiore, che segue l’inclinazione naturale del seno.

La proiezione indica quanto la protesi sporge in avanti rispetto alla sua base: a parità di base, una protesi può essere più o meno proiettata. Forma e proiezione si scelgono insieme, in base all’anatomia di partenza e a ciò che la paziente desidera. Sulle protesi rotonde il Dott. Cravero ha raccontato in un caso clinico quando le indica.

Il volume: né troppo piccolo né troppo grande

“Bisogna anche scegliere il volume giusto.” Secondo il Dott. Cravero, protesi troppo piccole portano a un grado di insoddisfazione nel medio-lungo termine, mentre protesi troppo grandi possono creare problemi nel tempo, a partire dalla visibilità della protesi stessa. Il volume, quindi, non risponde solo al desiderio del momento: è una scelta che deve reggere negli anni, sui tessuti di quella paziente.

Una scelta che guarda al lungo termine

“La scelta più idonea prevede un attento colloquio e poi spetta al chirurgo entrare in empatia con la paziente e capire quello che è il risultato più giusto per lei, non solo a breve termine, ma anche a medio e lungo termine.” Rivestimento, forma, proiezione e volume non si scelgono da un catalogo: si decidono in visita, dopo aver valutato l’anatomia e ascoltato la paziente. Come si arriva a questa decisione è spiegato nella pagina sulla pianificazione della mastoplastica additiva; l’intervento nel suo insieme è descritto nella pagina sulla mastoplastica additiva.

Domande frequenti sulle protesi mammarie

Quali tipi di protesi mammarie esistono?

Le protesi mammarie in silicone si distinguono per rivestimento (liscio, nanotesturizzato, microtesturizzato o in poliuretano), per forma (rotonda oppure anatomica, a goccia), per proiezione e per volume. La combinazione adatta si sceglie in visita, sulla base dell’anatomia e dello stile di vita della paziente.

Protesi rotonde o anatomiche: come si sceglie?

Non c’è una forma migliore in assoluto. Le protesi rotonde distribuiscono il volume in modo uniforme e danno più pienezza alla parte superiore del seno; le anatomiche, a goccia, hanno più volume nella parte inferiore. La scelta dipende dai tessuti della paziente e da ciò che desidera.

Che cosa succede se la protesi è troppo piccola o troppo grande?

Secondo il Dott. Cravero una protesi troppo piccola può portare a insoddisfazione nel medio-lungo termine, mentre una troppo grande può creare problemi nel tempo, anche di visibilità della protesi. Per questo il volume si sceglie pensando agli anni successivi, non solo all’immediato.

Lo stile di vita conta nella scelta della protesi?

Sì. In visita il Dott. Cravero valuta anche che tipo di paziente è: se fa attività sportiva, se ha bambini piccoli. Sono informazioni che entrano nella scelta della protesi più idonea, insieme all’anatomia e ai tessuti.