La mastoplastica additiva è una operazione finalizzata all’aumento del seno e del volume delle mammelle. A Torino, il Dott. Luca Cravero è specializzato in questa procedura, garantendo risultati naturali e personalizzati. Nella mastoplastica additiva, più che per ogni altro intervento in chirurgia estetica, è essenziale un’attenta pianificazione pre-operatoria che deve tenere conto dei desideri della paziente in termini di forma e di volume e valutare se questi sono realizzabili sulla base della situazione anatomica di partenza.
Nel nostro studio di Torino, effettuiamo l’aumento del seno con un accesso chirurgico che può essere dal solco inframammario, dall’areola, o dal cavo ascellare creando una tasca che può essere retroghiandolare, retrofasciale o retromuscolare, utilizzando protesi rotonde o anatomiche con vario grado di proiezione e coesività, rivestite di silicone o di poliuretano.
Tutte queste variabili vengono scelte tenendo conto sia della situazione anatomica preoperatoria delle mammelle che dei desideri della paziente e vanno valutate accuratamente durante i colloqui preliminari presso il nostro studio di Torino.
Aumento del Seno a Torino: Tecniche e Risultati
L’aumento del seno è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti a Torino e in tutto il Piemonte. Le pazienti che si rivolgono al Dott. Cravero cercano risultati naturali e proporzionati, che valorizzino la loro figura senza apparire artificiali.
La mastoplastica additiva a Torino eseguita dal Dott. Cravero si distingue per l’attenzione ai dettagli e la personalizzazione dell’intervento in base alle caratteristiche anatomiche e ai desideri di ogni paziente. Questo approccio garantisce risultati esteticamente armoniosi e duraturi nel tempo.
Le tecniche all’avanguardia utilizzate nel nostro studio di Torino permettono di ottenere un aumento del seno con cicatrici minime e un recupero post-operatorio rapido, consentendo alle pazienti di tornare alle normali attività in tempi brevi.
Vie di Accesso per la Mastoplastica Additiva
Solco inframammario: è l’accesso più anatomico, più naturale: si passa sotto la ghiandola mammaria, sotto la fascia del muscolo pettorale o sotto il muscolo pettorale stesso e non attraverso essi. Occorre tener conto che al termine dell’intervento il solco mammario si è spostato in basso, per questo esistono oggi diversi algoritmi che, calcolando i volumi iniziali, i volumi desiderati e le caratteristiche della pelle e dei tessuti, consentono di collocare l’incisione nel neosolco con un’approssimazione di mezzo centimetro al massimo. Questa tecnica è molto apprezzata dalle pazienti di Torino che cercano un aumento del seno con cicatrici poco visibili.
Cavo ascellare: L’accesso dal cavo ascellare è il più nascosto, tuttavia, a causa del notevole numero di bulbi piliferi presenti, la cicatrice può risultare di minore qualità e quindi visibile, specie d’estate quando si indossano indumenti senza maniche. L’accesso per via ascellare è inoltre associato ad un maggior rischio di malposizionamento delle protesi anatomiche. Nel nostro studio di Torino, valutiamo attentamente se questa via di accesso è adatta alla paziente che desidera un aumento del seno.
Emiperiareolare: è l’accesso che, se correttamente eseguito, tende a guarire meglio, anche perché esistono accorgimenti adottabili a partire dal terzo mese, che portano ad una naturale pigmentazione della cicatrice periareolare che assume pertanto il colore dell’areola stessa. Molte pazienti di Torino scelgono questa tecnica per la mastoplastica additiva per la discrezione della cicatrice risultante.
Piani di Alloggiamento per le Protesi Mammarie
Retroghiandolare: è il piano più naturale, più anatomico: teoricamente, se si potesse, tutte le protesi andrebbero alloggiate direttamente dietro la ghiandola mammaria, perché è la mammella che vogliamo aumentare di volume e proiezione, non il muscolo! Purtroppo, nella realtà, le pazienti che vogliono un aumento del seno spesso hanno una copertura ghiandolare e sottocutanea assai esigua e quindi il posizionamento retroghiandolare risulterebbe in un posizionamento sostanzialmente retrocutaneo, con il rischio di vedere il bordo e la forma della porzione superiore della protesi, anche tenendo conto di una possibile riduzione del volume tessutale mammario nel corso degli anni per la compressione esercitata dalla protesi stessa.
Inoltre, personalmente, preferisco ricorrere a tale piano assai di rado e, nel caso, con impianti piccoli e non pesanti perché è alto il rischio che nel tempo la protesi tenda a dislocarsi verso il basso, non avendo la capsula periprotesica la possibilità di formare tenaci aderenze.
I vantaggi dell’alloggiamento retroghiandolare sono:
- la rapidità di esecuzione (45 minuti)
- l’assenza di dolore
- la gestione ambulatoriale dell’intervento
Gli svantaggi sono:
- il rischio maggiore di visibilità dell’impianto
- il rischio di dislocamento in basso
- il rischio aumentato di contrattura capsulare
Retrofasciale: si alloggia la protesi tra fascia del muscolo pettorale e muscolo pettorale stesso. Si tratta di un piano generalmente poco utilizzato dai chirurghi (forse perché chirurgicamente un po’ più lungo e delicato dell’alloggiamento retromammario), ma se lo spessore dei tessuti lo permette, è un piano eccellente perché consente di avere i benefici di un posizionamento retromuscolare, grazie alla compressione esercitata superiormente dalla fascia del muscolo pettorale, (una struttura sottile, ma inestensibile e molto forte) e di un posizionamento retroghiandolare (perché il muscolo pettorale viene lasciato in sede).
I vantaggi sono pertanto:
- la possibilità di coprire il polo superiore della protesi perché la fascia, anche se sottile, è robusta ed inestensibile e rende pertanto meno visibile il polo superiore della protesi
- la stabilità del risultato nel tempo perché la capsula periprotesica è salda tra fascia e muscolo e non tende a precipitare verso il basso nel corso degli anni come nel posizionamento retroghiandolare
- L’assenza di dolore (il muscolo viene lasciato in sede)
Gli svantaggi sono:
- Intervento un po’ più lungo e delicato (spesso la fascia è sottile)
- Non garantisce comunque, in assenza di un adeguato spessore dei tessuti sottocutanei e ghiandolare, un’adeguata copertura del polo superiore, se si utilizzano protesi rotonde o anche anatomiche ad alta proiezione.
In sostanza, secondo il nostro parere, il posizionamento retrofasciale andrebbe effettuato quando ci sono le indicazioni anatomiche per un accesso retroghiandolare, per poter dare maggiori garanzie di risultato stabile a lungo termine rispetto ad un alloggiamento protesico retroghiandolare. Questa tecnica è particolarmente apprezzata dalle pazienti di Torino che desiderano un aumento del seno con risultati naturali e duraturi.
Retromuscolare: è il piano più frequentemente utilizzato perché garantisce sempre un’adeguata copertura del polo superiore e dà la maggior garanzia di stabilità nel tempo. La protesi viene alloggiata tra muscolo e costato. Il piano può essere totalmente retromuscolare o parzialmente (dual-plane). Con la prima tecnica la protesi viene inserita totalmente dietro il muscolo grande pettorale e parte del muscolo dentato. È una tecnica particolarmente indicata per pazienti con scarsissimo spessore del tessuto mammario, ma che noi tendiamo ad utilizzare poco perché la mammella risulta piuttosto dura al tatto, con una scarsa convessità del polo inferiore e cambia molto di forma ad ogni contrazione muscolare.
Con la seconda tecnica (Dual Plane), da noi preferita quando inseriamo la protesi retromuscolare, creiamo una tasca di alloggiamento per la protesi solo dietro al muscolo grande pettorale senza toccare gli altri muscoli della parete toracica, previo scollamento della ghiandola mammaria dal muscolo pettorale stesso in quantità proporzionale a quanto vogliamo sollevare la ghiandola. Con questa tecnica il 50-75% della protesi è coperta dal muscolo mentre la parte inferiore resta in posizione Retroghiandolare.
I vantaggi sono:
- Copertura e compressione del polo superiore esercitata dal muscolo pettorale, con possibilità di utilizzare protesi rotonde o anatomiche ad alta proiezione senza il rischio di un eccessivo “effetto push up”
- Massaggio della protesi da parte del muscolo pettorale stesso con riduzione del rischio di contrattura capsulare
- Stabilità del risultato (la capsula è tenacemente adesa tra costato e muscolo)
Gli svantaggi sono:
- Possibile deformità delle mammelle quando si contrae il muscolo pettorale
- Maggiore rischio di dislocazione in alto o di asimmetria post-intervento (per l’attività residua del muscolo pettorale che mobilizza le protesi)
- Il maggiore rischio di avere fastidio post-operatorio: ho volutamente scritto “fastidio” e non dolore perché oggi c’è la possibilità di evitare che l’intervento sia doloroso in oltre il 90% dei casi, attraverso opportuni accorgimenti di tipo chirurgico ed anestesiologico. Il rischio che un normale fastidio post-operatorio si trasformi in dolore è sicuramente più alto quando si inseriscono protesi di volume molto grande perché aumenta inevitabilmente la tensione e lo stiramento dei tessuti coinvolti
- Maggiore accortezza nella scelta della protesi, che deve essere di dimensioni adeguate al muscolo pettorale
Perché Scegliere il Dott. Cravero per la Mastoplastica Additiva a Torino
Il Dott. Luca Cravero è considerato uno dei migliori specialisti in mastoplastica additiva a Torino e in tutto il Piemonte. La sua esperienza pluriennale, unita a una costante formazione sulle tecniche più innovative, garantisce alle pazienti risultati estetici eccellenti e naturali.
Nel nostro studio di Torino, ogni paziente che desidera un aumento del seno riceve un’attenzione personalizzata, con un percorso di cura che inizia dalla prima consulenza e prosegue ben oltre l’intervento, con controlli regolari per assicurare il miglior risultato possibile.
La sicurezza delle pazienti è la nostra priorità assoluta. Per questo, tutti gli interventi di mastoplastica additiva vengono eseguiti in strutture sanitarie di eccellenza a Torino, dotate delle più moderne tecnologie e con équipe mediche altamente qualificate.
Protesi Seno di Qualità: La Scelta Migliore per le Pazienti di Torino
Per l’aumento del seno, il Dott. Cravero utilizza esclusivamente protesi mammarie di altissima qualità, certificate e sicure. La scelta della protesi più adatta viene effettuata considerando diversi fattori, tra cui la costituzione fisica della paziente, le sue aspettative e lo stile di vita.
Le pazienti di Torino che si rivolgono al nostro studio per una mastoplastica additiva possono scegliere tra diverse tipologie di protesi:
- Protesi rotonde, che conferiscono maggiore volume nella parte superiore del seno
- Protesi anatomiche, dalla forma a goccia che simula la naturale pendenza del seno
- Protesi con diversi gradi di proiezione, per ottenere risultati più o meno evidenti
- Protesi con diversi livelli di coesività del gel, per una sensazione al tatto più o meno naturale
Durante la consulenza presso il nostro studio di Torino, il Dott. Cravero illustrerà in dettaglio le caratteristiche di ciascuna tipologia di protesi, aiutando la paziente a fare la scelta più adatta alle sue esigenze per un aumento del seno soddisfacente e duraturo.
Mastoplastica Additiva: Domande Frequenti delle Pazienti di Torino
Quanto dura il recupero dopo una mastoplastica additiva?
Il recupero dopo un aumento del seno varia da paziente a paziente, ma generalmente è possibile tornare alle normali attività quotidiane dopo 7-10 giorni. Le pazienti di Torino ricevono istruzioni dettagliate per il post-operatorio e possono contattare il Dott. Cravero in qualsiasi momento in caso di dubbi o necessità.
La mastoplastica additiva è dolorosa?
Grazie alle moderne tecniche anestesiologiche e chirurgiche, l’aumento del seno non è particolarmente doloroso. Nel post-operatorio si può avvertire un senso di tensione e fastidio, che viene gestito con terapia antidolorifica adeguata. Le pazienti di Torino riferiscono generalmente un recupero confortevole.
Quanto durano le protesi mammarie?
Le moderne protesi utilizzate per la mastoplastica additiva sono progettate per durare molti anni. Non esiste una scadenza predefinita, ma è consigliabile effettuare controlli periodici presso il nostro studio di Torino per verificarne lo stato.
Si può allattare dopo una mastoplastica additiva?
Nella maggior parte dei casi, l’aumento del seno non interferisce con la capacità di allattare. Le tecniche chirurgiche moderne preservano i dotti lattiferi e le ghiandole mammarie.
Quali sono i rischi della mastoplastica additiva?
Come ogni intervento chirurgico, anche la mastoplastica additiva comporta alcuni rischi, tra cui infezioni, ematomi, contrattura capsulare e asimmetrie. Tuttavia, affidandosi a un chirurgo esperto come il Dott. Cravero a Torino, questi rischi sono minimizzati.
Prenota una Consulenza per Mastoplastica Additiva a Torino
Se stai considerando un aumento del seno e desideri maggiori informazioni, prenota una consulenza con il Dott. Luca Cravero presso il nostro studio di Torino. Durante l’incontro, potrai esporre le tue aspettative e ricevere tutte le informazioni necessarie sulla mastoplastica additiva, inclusi i costi, le tecniche utilizzate e i risultati che puoi aspettarti.
Il Dott. Cravero è a disposizione delle pazienti di Torino e di tutto il Piemonte per offrire consulenze personalizzate e interventi di mastoplastica additiva di altissima qualità, con risultati naturali e duraturi.
Contattaci oggi stesso per iniziare il tuo percorso verso un aumento del seno che valorizzi la tua femminilità e aumenti la tua sicurezza.
1. FOTO PRIMA E DOPO (protesi anatomica retromuscolare)
Effettuiamo l’operazione con un accesso chirurgico che può essere dal solco inframammario o dall’areola, posizionando la protesi, come sopradetto, nel piano retroghiandolare, retrofasciale o retromuscolare, utilizzando protesi rotonde o anatomiche con vario grado di proiezione e coesività, tutte queste variabili dipendono sia dalla situazione anatomica preoperatoria delle mammelle che dai desideri della paziente e vengono valutate accuratamente durante i colloqui preliminari. Se la ghiandola mammaria presenta una modesta perdita di tono (la cosiddetta ptosi mammaria) utilizziamo alcuni accorgimenti tecnici volti a risollevare la mammella quali la tecnica dual plane, associata, se è necessario far risalire anche il capezzolo, ad un accesso chirurgico emiperiareolare superiore o periareolare completo con sutura a borsa di tabacco (round block).
Al termine dell’intervento posizioniamo due drenaggi che vengono rimossi generalmente dopo 24 ore. L’intervento avviene in anestesia generale, ha la durata di circa un’ora e mezza/due ore e può essere effettuato in day hospital. L’attività sportiva leggera è consigliata dopo una settimana per ammorbidire la capsula periprotesica in formazione.
#Foto casi protesi anatomiche
Mastoplastica additiva (protesi anatomica retroghiandolare) prima e dopo:




Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:




Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:






Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:








Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:






Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:






2. FOTO PRIMA E DOPO (protesi rotonde)






Mastoplastica additiva retrofasciale protesi anatomiche 3 coppa B prima e dopo:






Mastoplastica additiva retrofasciale protesi anatomica 3 coppa B prima e dopo:






Mastoplastica additiva retromuscolare rotonda prima e dopo:






Mastoplastica additiva (protesi anatomica retromuscolare) prima e dopo:




Fotografie prima e dopo con protesi rotonde
Mastoplastica additiva retromuscolare rotonda prima e dopo:




Mastoplastica additiva retromuscolare rotonda (Dual plane mammella sx.)






Mastoplastica additiva retromuscolare rotonda media prima e dopo:




Mastoplastica additiva (protesi rotonda retromuscolare) prima e dopo:






Mastoplastica additiva (protesi rotonda retromuscolare) prima e dopo:






Mastoplastica additiva (protesi rotonda retromuscolare) prima e dopo:




3. VIDEO CASI COMMENTATI
Mastoplastica Additiva con Correzione di Ipoplasia Mammaria
Questo è il caso di una ragazza molto giovane che presenta non solo un’ipoplasia mammaria, ma anche un certo grado di asimmetria. Voleva un seno non prorompente e di comune accordo abbiamo scelto per una protesi rotonda passando attraverso l’areola, in modo da non lasciare una cicatrice visibile all’altezza del solco. Abbiamo usato protesi di volume diverso in modo da cercare di ripristinare la corretta simmetria mammaria: in particolare a sinistra è stata usata una protesi da 285 cc, a destra una protesi da 255 cc. Il piano è quello retromuscolare.
Mastoplastica Additiva: caso complesso
Questo è un caso di mastoplastica additiva piuttosto complicato. La paziente presenta un grado moderato di ptosi che si può ovviare mettendo una protesi anatomica ad un certo grado di proiezione e preferibilmente nel piano retro ghiandolare visto che c’è una buona texture cutanea, una buona possibilità di copertura della protesi stessa. In accordo con la paziente abbiamo deciso di posizionare in sede retro-ghiandolare una protesi anatomica ad alta proiezione e nel contempo è stata fatta una liposuzione dei quadranti superiori, soprattutto a carico della mammella di destra, per riuscire a correggere anche una lieve asimmetria. Il risultato ad un anno è piuttosto piacevole. L’accesso è emi-areolare superiore: in questo modo abbiamo potuto tirare su il complesso areola-capezzolo di un ulteriore centimetro.
Mastoplastica additiva con protesi anatomica 225 cc in poliuretano. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 330 cc in poliuretano. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 375 cc in poliuretano. Retromuscolare. Proiezione elevata.



Mastoplastica additiva retromuscolare con protesi anatomica 265 cc in poliuretano.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 260 cc in poliuretano. Retromuscolare. Proiezione moderata.


Mastoplastica additiva con protesi anatomica 230 cc retroghiandolare. Proiezione elevata.


Mastoplastica additiva con protesi anatomica 375cc retromuscolare. Proiezione elevata.


Mastoplastica additiva con protesi anatomica 275cc retromuscolare. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 375 cc retromuscolare. Proiezione elevata.




Mastoplastica additiva con protesi in poliuretano anatomica 275cc retromuscolare. Proiezione elevata.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 360 cc retromuscolare. Proiezione moderata.



Per maggiori informazioni sulle tecniche di intervento vai alla pagina mastoplastica additiva
Mastoplastica additiva con protesi anatomica 260cc. Retrofasciale. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva anatomica 375cc retromuscolare. Proiezione elevata.



Mastoplastica additiva con protesi anatomica 255cc retromuscolare. Proiezione elevata.


#Foto casi protesi rotonde
Mastoplastica additiva con protesi rotonda 255cc. Retrofasciale. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi rotonda 295cc. Retrofasciale. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi rotonda 375cc. Retromuscolare. Proiezione elevata.


Mastoplastica additiva retromuscolare con protesi rotonda 325cc. Dual plane mammella sx. Proiezione elevata.



Mastoplastica additiva con protesi rotonda 310cc. Retromuscolare. Proiezione moderata.


Mastoplastica additiva con protesi rotonda 295cc. Retromuscolare. Proiezione elevata.



Mastoplastica additiva con protesi rotonda 310cc. Retromuscolare. Proiezione moderata.



Mastoplastica additiva con protesi rotonda 255cc (a sinistra) e 275 cc (a destra). Retromuscolare. Proiezione moderata.


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