Rughe, pieghe o volumi: tre segni diversi del volto che invecchia

“La diagnosi è la parte più importante del lavoro di un medico, perché definisce tutta l’evoluzione successiva del rapporto: dal trattamento alla pianificazione dei trattamenti successivi.” Il Dott. Luca Cravero, chirurgo plastico estetico, lo spiega con un esempio che riguarda quasi tutti: il volto che invecchia. Allo specchio sembra un unico cambiamento. In visita si distinguono tre segni diversi, che stanno a profondità diverse e non si trattano allo stesso modo.

Le rughe: la superficie, i primi due millimetri

“La diagnosi dell’invecchiamento del volto non dipende soltanto dalle rughe. Le rughe sono la parte più superficiale del nostro volto.” Riguardano la pelle, quello che il Dott. Cravero chiama “il guscio esterno, i primi due millimetri”. E non sempre raccontano l’età: molte sono rughe d’espressione, che si formano con il movimento del viso. “Non sono neanche d’invecchiamento: sono semplicemente di persone che sorridono, che piangono.”

Proprio perché stanno in superficie, le rughe si affrontano con trattamenti che lavorano sulla pelle e sulla sua qualità, quelli che la medicina estetica dedica a rughe e perdita di tono.

Le pieghe: si confondono con le rughe, ma non lo sono

“Poi passiamo a un altro problema, quello che a volte si confonde con le rughe, ma non sono rughe: sono pieghe.” Il Dott. Cravero ne indica quattro: i solchi naso-genieni, che scendono dalle ali del naso verso gli angoli della bocca; le linee della marionetta, dagli angoli della bocca verso il mento; il jowl, il cedimento lungo la linea della mandibola; i cedimenti nella parte centrale del collo.

Una piega non nasce dalla pelle ma da ciò che sta sotto: è il segno di tessuti che nel tempo hanno cambiato posizione. Per questo “le pieghe hanno un altro tipo di trattamento”, che punta a riportare i tessuti dove si trovavano, con un lifting del viso o, quando è indicato, con una tecnica mini-invasiva come l’HDS Thread Lifting. È il principio illustrato nella pagina sull’invecchiamento facciale: il più delle volte il problema non è la pelle in eccesso, ma i tessuti scesi.


La perdita di volume: quando il viso si svuota

“E poi ci sono le perdite dei volumi.” Con gli anni il viso perde una parte del grasso che lo sostiene, e nelle persone magre questa perdita si nota di più: guance e tempie si svuotano e il volto appare scavato. Qui non c’è una linea da attenuare ma un volume da restituire, “e allora c’è un altro tipo di trattamento”, per esempio il lipofilling, che utilizza il grasso della persona stessa.

Nella maggior parte dei volti i tre segni convivono, in proporzioni diverse da persona a persona. Stabilire quale prevale è ciò che orienta la scelta.

La diagnosi non si fa allo specchio

“La diagnosi è alla base della scelta del trattamento più opportuno. E purtroppo o per fortuna, la diagnosi non la fate voi: la dobbiamo fare noi.” Chi si guarda allo specchio vede l’effetto, non la causa: una ruga, una piega e un volume perso possono sembrare lo stesso segno e chiedere invece strade molto diverse. Per questo nella pratica del Dott. Cravero ogni percorso comincia da una visita in cui la diagnosi viene prima del trattamento.

Domande frequenti

Le rughe d’espressione sono un segno di invecchiamento?

Non necessariamente. Si formano con il movimento del viso, quando si sorride o si aggrotta la fronte, e possono comparire anche in persone giovani. Riguardano la superficie della pelle e si valutano in modo diverso dalle pieghe e dalla perdita di volume.

Che cosa sono il jowl e le linee della marionetta?

Le linee della marionetta sono le pieghe che scendono dagli angoli della bocca verso il mento. Il jowl è il cedimento dei tessuti lungo la linea della mandibola, ai lati del mento. Sono pieghe, non rughe: dipendono dai tessuti che scendono e non dalla sola pelle.