“Quello che è importante non è tanto quello che si fa, ma a chi lo si fa.” È la frase con cui il Dott. Luca Cravero, chirurgo plastico estetico, riassume il suo modo di lavorare in medicina estetica. Lo studio dispone di diverse tecnologie per il tightening non chirurgico, ma nessuna di queste, da sola, è un trattamento: lo diventa quando viene scelta per la persona giusta, dopo una diagnosi.
Che cosa si intende per tightening non chirurgico
Con tightening si indica il trattamento dei tessuti che hanno perso tono: l’obiettivo è stimolare la pelle e gli strati sottostanti a ricompattarsi e a produrre nuovo collagene, senza incisioni. Si utilizza soprattutto su volto e collo, per ridefinirne i contorni, e in alcuni casi su altre zone del corpo. Le tecnologie che il Dott. Cravero utilizza per questo obiettivo lavorano in modo diverso l’una dall’altra.
Ultrasuoni microfocalizzati
Concentrano l’energia in punti precisi in profondità, fino allo SMAS, lo strato muscolo-aponeurotico del volto, senza agire sulla superficie della pelle. Lo studio li utilizza con Ultherapy.
Radiofrequenza con microaghi
Microaghi introdotti nella pelle rilasciano la radiofrequenza in profondità: al calore si somma lo stimolo meccanico dell’ago. È il principio su cui lavora Morpheus8.
Microneedling e PRP
Il microneedling crea microcanali controllati che attivano i processi di riparazione della pelle. Può essere associato al PRP, il plasma ricco di piastrine ottenuto da un prelievo di sangue del paziente. Il trattamento è descritto nella pagina sul needling con Dermapen e PRP.
Perché il macchinario non basta
Avere più tecnologie a disposizione è una scelta precisa. “È una cosa che a me piace, avere più possibilità”, spiega il Dott. Cravero, “in modo da personalizzare il trattamento sulla base della paziente che ho di fronte.” Lo scopo non è offrire tutto a tutti, ma avere lo strumento adatto quando la diagnosi lo indica.
Nessuno di questi strumenti è il migliore in assoluto: ciascuno ha le sue indicazioni. “Si può utilizzare tutto, ma deve essere utilizzato nel modo corretto e dopo una diagnosi corretta, perché magari tu hai bisogno di questo e un’altra persona ha bisogno di un altro macchinario.”
Prima la diagnosi, poi il trattamento
Due persone con la stessa richiesta, per esempio un collo che ha perso definizione, possono avere bisogno di percorsi diversi. Contano lo spessore e la qualità della pelle, quanto i tessuti sono scesi, l’età, il tempo di recupero che ci si può concedere. Quando il cedimento è marcato, una tecnologia di tightening può non essere la risposta e la valutazione si orienta verso i fili di sospensione o la chirurgia.
È lo stesso principio che il Dott. Cravero applica in chirurgia, descritto nella pagina sulla diagnosi in chirurgia plastica estetica: “diagnosi e poi trattamento”, qualunque sia lo strumento.
Domande frequenti
Perché uno studio ha più tecnologie per lo stesso obiettivo?
Perché la perdita di tono non è uguale in tutti. Ultrasuoni microfocalizzati, radiofrequenza con microaghi e microneedling con PRP agiscono in modo e a profondità diversi: disporre di più strumenti permette di scegliere quello indicato per la singola persona, invece di adattare la persona allo strumento disponibile.
Il tightening non chirurgico può sostituire un lifting?
Dipende dal grado di cedimento. Quando la pelle ha perso tono ma i tessuti non sono scesi in modo importante, le tecnologie non chirurgiche possono essere indicate. Quando il cedimento è marcato si valutano i fili di sospensione o un intervento. Lo stabilisce la visita.
Si possono associare più trattamenti?
Sì, quando la diagnosi lo indica: il microneedling, per esempio, può essere associato al PRP. Il percorso si costruisce sulla persona, non sul macchinario.
Il quadro completo dei trattamenti, organizzati a partire dall’inestetismo e non dallo strumento, è nella pagina medicina estetica: i trattamenti per viso e corpo. Sul valore della personalizzazione il Dott. Cravero torna anche in cosa non fare in medicina estetica.

