Come mantenere la maggior naturalezza nell’estetica del volto?

Dottor Cravero, buonasera e grazie di essere qui anche quest’oggi.

Quanto è importante e come si può mantenere al meglio la maggior naturalezza possibile quando parliamo di estetica del volto?

È l’obiettivo del mio lavoro, la naturalezza.Sembra scontato, ma in realtà non è per niente scontato.

Ci sono ancora tantissime persone che hanno paura perché vedono risultati artefatti, eeh, e questo fa sì che abbiano paura di andare da un chirurgo plastico, abbiano anche paura di andare eh, da un medico estetico e magari partono, visto che hanno paura, con le piccole punturine e poi magari sono queste punturine, già vedete il diminutivo vezzeggiativo di punturina implica qualcosa di piccolo, di scarsamente, ehm, diciamo di scarsamente– di non invalidante o di scarsamente invasivo.

In realtà punturina dopo punturina molto spesso queste facce assumono un aspetto a pallone o peggio come è di moda attualmente tra le giovanissime, assumono un aspetto al contrario spigoloso.

C’è questa tendenza a fare dei profili mandibolari molto accentuati, delle zigomi estremamente accentuate o comunque degli occhi, ehm, con questo aspetto foxy che è di nuovo estremamente accentuato, labbra estremamente accentuate, cioè delle cose che non hanno più nulla a che fare con la naturalezza.

Quindi la naturalezza è l’obiettivo del mio lavoro e per ottenerla, e per ottenere la naturalezza devi sapere proporre a seconda della persona che hai di fronte, eeh, dei trattamenti che siano differenti.

Ecco, un chirurgo plastico ha il grande vantaggio rispetto a un medico estetico di poter fare anche la chirurgia, se capace, anche molto invasiva o anche solo mini-invasiva, ma può proporre anche la medicina estetica se siamo in una situazione in cui la medicina estetica è sufficiente.

Quindi il punto fondamentale è: ho di fronte una paziente, l’ascolto, cerco di capire qual è il suo problema, quindi qual è la cosa che la mette a disagio per quanto riguarda la naturalezza o per quanto riguarda diciamo, l’invecchiamento del volto e cerco di ripristinare, cioè non di cambiare, ma di ripristinare una situazione che esisteva già prima.

Nell’invecchiamento del volto comunque ci sono due regole di base.

L’invecchiamento avviene per ptosi gravitazionale, cioè più vivi, più la gravità ti fa scendere il volume verso il basso, i tessuti verso il basso, scusate.

E poi la seconda cosa, oltre alla ptosi gravitazionale, la perdita dei volumi, cioè invecchiando, si può vedere anche su di me che diciamo, non sono più, diciamo, non ho più trent’anni, quindi ci può essere un infossamento, una perdita di volume in alcune aree che fa sì che i tessuti scendano anch’essi.

Quindi non si tratta di eccesso di volume, non si tratta di eccesso di volume, non si tratta di eccesso di tessuto, cioè non c’è del tessuto in più che va tolto, non necessariamente.

Potrebbe essere semplicemente una perdita di volume e una ptosi, una discesa di tessuti verso il basso.

Quindi se i tessuti scendono verso il basso noi li possiamo ritirare verso l’alto.

Se abbiamo una perdita di volume possiamo ripristinare i volumi.

Queste cose le possiamo fare nel lettino dell’ambulatorio o in sala operatoria, a seconda anche delle esigenze della paziente e dell’età della paziente.

Quindi si può partire da fare dei filler e dei fili riassorbibili, i filler recuperano i volumi, i fili recuperano la ptosi o le stesse cose, ma fatte in sala operatoria, significa che i fili possono essere permanenti e recuperano di nuovo laptosi e il filler in questo caso può essere grasso, il nostro grasso, quindi lo si lavora e lo si reimpianta.

Se invece siamo in una situazione già più avanzata per cui l’età è molto avanzata, magari oltre i sessantacinque anni, piuttosto che una pelle che per genetica è una pelle in abbondanza, piuttosto perché il fatto che si è preso un sacco di sole, quindi la pelle è elastosica, no?

Con tante rughe… In questo caso c’è pelle in più… A quel punto bisogna pensare di associare anche una rimozione di pelle. Ma il punto fondamentale, quindi torniamo alla domanda di partenza, per avere la massima naturalezza devo capire chi ho di fronte, se ho tanta pelle, se ho poca pelle, se ho tanto volume, se ho poco volume e stabilire insieme alla paziente di comune accordo, in concertazione, qual è il trattamento più idoneo per lei.

Abbiamo parlato anche in questo caso di paziente al femminile, ma sempre di più anche pazienti al maschile.

Assolutamente sì.

Ci sono un numero diciamo, in costante crescita di pazienti maschili. I pazienti maschili sono different, e paradossalmente sono molto più difficili da trattare del paziente femminile, perché il concetto di naturalezza è ancora più obbligatorio, se-è proprio– il maschio, il maschio detesta che si possa vedere un esito di un intervento che sia medico, che sia chirurgico…