Braccia rilassate: quando la liposuzione con radiofrequenza può evitare il taglio

“La tecnologia evolve, si tratta solo di utilizzarla quando ci sono le indicazioni opportune.” Con questa frase il Dott. Luca Cravero, chirurgo plastico estetico, chiude un video dedicato alle braccia rilassate, uno dei disturbi per cui si pensa subito alla brachioplastica. La brachioplastica resta l’intervento di riferimento quando la pelle in eccesso è molta. Non è però l’unica strada: in casi selezionati una liposuzione con cannula a radiofrequenza può evitare il taglio lungo sul braccio.

Dove si fa il taglio della brachioplastica

La brachioplastica prevede sempre un taglio, e la sua posizione dipende da quanta pelle va tolta. Nel lifting delle braccia l’incisione può restare nel cavo ascellare, quando l’eccedenza è contenuta, oppure proseguire lungo la faccia interna del braccio, nel solco bicipitale o in una posizione intermedia, fino al gomito se serve. È il modo più diretto per togliere la pelle che non si sostiene più, e ha come contropartita una cicatrice, più o meno lunga, collocata dove resta il più possibile nascosta.

Come agisce la cannula a radiofrequenza

“Attraverso il riscaldamento determina una retrazione dei tessuti e uno scioglimento del grasso.” La cannula è quella della liposuzione, introdotta sotto la pelle attraverso un microforo, ma dalla sua punta viene emessa radiofrequenza. Il Dott. Cravero utilizza la tecnologia BodyTite Ignite: il calore scioglie il grasso, che viene aspirato, e nello stesso passaggio determina una retrazione della pelle dall’interno. Per questo si parla di liposuzione con radiofrequenza: non è solo una riduzione di volume, è un lavoro sulla qualità dei tessuti.


Una retrazione che prosegue nei mesi

Il punto che distingue questa tecnica da una liposuzione tradizionale è il tempo. La pelle non si ritira tutta il giorno dell’intervento: il processo continua nei mesi successivi, e il Dott. Cravero indica un arco di circa sei mesi per valutarlo. Sul sito è raccontato un caso di liposuzione con BodyTite Ignite sull’addome, controllato a sei mesi dall’intervento: sulle braccia il principio è lo stesso.

Quando la radiofrequenza può bastare e quando no

Il limite lo stabilisce la pelle. Secondo il criterio seguito dal Dott. Cravero, la liposuzione con radiofrequenza si può prendere in considerazione quando la cute in eccesso non è molta e c’è una quantità di grasso sufficiente perché la radiofrequenza interna possa lavorare. Quando la pelle in eccesso è abbondante, l’indicazione resta la brachioplastica chirurgica. Entrambe le tecniche fanno parte del suo lavoro, e scegliere fra le due è una questione di diagnosi prima del trattamento, non di preferenza.

Domande frequenti

Esiste una brachioplastica non chirurgica?

L’espressione si trova spesso, ma è imprecisa. La liposuzione con radiofrequenza evita il taglio lungo della brachioplastica, però resta un intervento: si esegue in sala operatoria, in regime di day hospital, attraverso un microforo. È una tecnica mini-invasiva, non una tecnica non chirurgica.

Quando la liposuzione con radiofrequenza può sostituire il lifting delle braccia?

In casi selezionati: quando la pelle in eccesso è poca e c’è abbastanza grasso perché la radiofrequenza possa agire. Se l’eccedenza cutanea è importante, l’indicazione è la brachioplastica. La scelta si fa in visita, valutando i tessuti di ciascuno.

Quanto tempo serve per valutare la retrazione della pelle?

La retrazione inizia con l’intervento e prosegue nei mesi successivi: il Dott. Cravero indica un arco di circa sei mesi. Come si presenterà il braccio dipende dalla qualità dei tessuti di partenza.

Con la radiofrequenza resta una cicatrice?

L’accesso è un microforo, molto più piccolo dell’incisione della brachioplastica. Come ogni accesso chirurgico lascia un segno, di dimensioni ridotte.

Per capire quale delle due strade è indicata per le proprie braccia il primo passo è una visita: informazioni e prenotazioni nello studio di Torino.