Lifting temporale: quando il cedimento coinvolge anche l’occhio

“Se una paziente viene in studio da me e mi fa questo gesto…” Il Dott. Luca Cravero, chirurgo plastico estetico, parte da un dettaglio che in visita dice molto: il gesto con cui una paziente mostra allo specchio che cosa vorrebbe cambiare. Sollevare con la mano la guancia, oppure sollevare insieme alla guancia anche l’angolo esterno dell’occhio, sono due richieste diverse e portano a due indicazioni diverse: il lifting del terzo medio nel primo caso, il lifting temporale nel secondo.

Due gesti, due indicazioni

Quando la paziente spinge in alto la guancia, il cedimento riguarda il terzo medio del volto, la zona fra la palpebra inferiore e il labbro superiore in cui, con gli anni, zigomo e guancia scendono. In questo caso l’indicazione è un lifting del terzo medio, che il Dott. Cravero descrive così: “lo posso fare o chirurgicamente o con la HDS Thread Lifting o lo posso fare con un accesso palpebrale se c’è anche un difetto della palpebra inferiore.” La scelta fra queste strade si fa in visita; la tecnica con i fili è spiegata nella pagina sull’HDS Thread Lifting.

“Ma se la paziente fa questo gesto, ma anche questo gesto di sollevamento dell’angolo dell’occhio, allora il discorso cambia.” Quando a scendere non è solo la guancia ma anche la parte esterna dello sguardo, un intervento sul solo terzo medio lascerebbe fuori una parte del problema.

Che cos’è il lifting temporale

Il lifting temporale lavora dalla regione della tempia e permette di sollevare insieme il terzo medio del volto e l’angolo esterno dell’occhio. Per il Dott. Cravero, quando la paziente fa entrambi i gesti è la soluzione indicata, perché “consente simultaneamente di sollevare il terzo medio del volto e di cambiare la forma dell’occhio”: un solo intervento che risponde a tutti e due i segni del cedimento.

La tecnica che utilizza è la M.O.R.E. (Modified Orbicularis REpositioning) del collega Michele Pascali. Il nome ne descrive il principio: il riposizionamento del muscolo orbicolare, il muscolo che circonda l’occhio.


Una prima fase più “sollevata”

C’è un passaggio del decorso che il Dott. Cravero spiega con chiarezza, perché chi si opera deve conoscerlo: “all’inizio l’occhio viene sollevato e l’aspetto è un pochettino artefatto, ma poi si stabilizza.” Nella prima fase dopo l’intervento lo sguardo può quindi apparire più sollevato del previsto. Non è il risultato: è una fase del decorso, e il risultato si valuta ai controlli successivi, quando i tessuti si sono stabilizzati.

Saperlo in anticipo aiuta a interpretare correttamente il primo periodo dopo l’intervento, ed è uno dei punti che si chiariscono in visita prima di decidere.

Il caso del video

Le immagini del video mostrano una paziente con entrambi i segni: il cedimento del terzo medio e quello dell’angolo esterno dell’occhio. È stata trattata con un lifting temporale secondo la tecnica M.O.R.E., e il video ne mostra la situazione prima dell’intervento, la prima fase con l’occhio più sollevato e il controllo a un anno. Le immagini si riferiscono a questo singolo caso e non descrivono un esito atteso: indicazione, tecnica e tempi dipendono dai tessuti di ciascuno e si stabiliscono in visita, come per ogni intervento in cui la diagnosi viene prima del trattamento.

Domande frequenti

Che cos’è il lifting temporale?

È un intervento di chirurgia plastica che, lavorando dalla regione della tempia, solleva insieme il terzo medio del volto e l’angolo esterno dell’occhio, intervenendo anche sulla forma dello sguardo. Si prende in considerazione quando il cedimento non riguarda solo la guancia ma anche la parte esterna dell’occhio.

Che differenza c’è tra lifting del terzo medio e lifting temporale?

Il lifting del terzo medio solleva zigomo e guancia e si può eseguire chirurgicamente, con l’HDS Thread Lifting oppure con un accesso palpebrale, se c’è anche un difetto della palpebra inferiore. Il lifting temporale aggiunge il sollevamento dell’angolo esterno dell’occhio e ne modifica la forma: si sceglie quando il cedimento coinvolge anche lo sguardo.

Dopo il lifting temporale l’occhio sembra tirato?

Nella prima fase l’occhio appare più sollevato e l’aspetto può sembrare un po’ artefatto. È un passaggio del decorso: poi i tessuti si stabilizzano, e il risultato si valuta ai controlli successivi. Nel caso mostrato nel video, l’ultimo controllo è a un anno dall’intervento.

Le altre tecniche per il cedimento del viso, dal minilifting al lifting dello SMAS, sono descritte nella pagina sul lifting del viso.