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La scelta del chirurgo è un passo decisivo per chi vuole eseguire un intervento di natura estetica e rappresenta un momento importante che non deve essere sottovalutato, ma pensato con molta attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti.

Anche se si tratta di semplici “punturine” di prodotti riassorbibili come botulino o acido ialuronico. Il monito, lanciato in questi giorni dai chirurghi plastici americani dell’Asaps (American society of aestethic and plastic surgery), è stato raccolto dalla società equivalente in Italia, ossia Aicpe, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica.

Per scegliere il “mago del bisturi”, non è necessariamente internet la strada più giusta da seguire. Più che la presenza sul web, sono da considerare altri fattori, come la specializzazione, la partecipazione a corsi di aggiornamento e congressi, quindi la credibilità e la serietà di un chirurgo. Le opinioni che molte persone leggono sui vari forum presenti in internet che si occupano di chirurgia estetica possono essere false o esasperate in tutti e due i sensi, positivo e negativo, e spingere a decisioni non basate su certezze e su criteri solidi. Analogamente l’idea che i chirurghi migliori sono quelli onnipresenti sui giornali o sugli schermi televisivi è del tutto fuorviante, senza voler negare che anche un chirurgo bravo possa essere presente sui media.

Anche per la medicina estetica è importante essere attenti nella scelta del medico. Molti pensano che la medicina estetica, a differenza della chirurgia, non possa fare grossi danni e invece non è assolutamente così, anzi; oggi esiste una grave sottovalutazione di quanto sia importante scegliere un medico anche per procedure che appaiono semplici come botulino o fillers di altro tipo. Nei casi, per fortuna rari, in cui si verificano complicazioni con le sostanze iniettabili la soluzione, a volte, è molto difficile, soprattutto se vengono iniettate sostanze non riassorbibili. Non è infrequente vedere pazienti disastrate da fillers con problemi e complicazioni che richiedono tempi di guarigione molto lunghi e in alcuni casi interventi chirurgici ripetuti e complessi. Gli iniettabili possono diventare delle bombe a tempo che scoppiano anche dopo 3 o 4 anni.


Se bella vuoi apparire, molte pene devi soffrire. Al vecchio adagio non si scappa: non ci sono scorciatoie indolori o bacchette magiche: per mandare indietro le lancette dell’orologio in maniera duratura, la strada più efficace rimane il “tradizionale” lifting, ossia l’operazione chirurgica con tanto di convalescenza post operatoria.

Se invece il processo di invecchiamento non è ancora avanzato, se non si ha la possibilità di restare a casa in convalescenza e se si mette in conto di dover andare a trovare una o due volte l’anno il chirurgo plastico, allora anche le cosiddette soluzioni mini-invasive possono andare bene.

Quando si decide di ringiovanire e si deve scegliere tra chirurgia e medicina estetica, Aicpe, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, suggerisce di porsi, e di porre al proprio chirurgo plastico, alcune domande. «Molto dipende da quello che il paziente si aspetta: se quello che vuole è un risultato duraturo e naturale, non ci sono soluzioni mini-invasive o soft che tengano, l’unica scelta è il lifting» afferma il presidente di Aicpe, Giovanni Botti.

Il primo punto da chiarire è quali risultati si desiderano ottenere: «Oggi tutte le tecniche, chirurgiche e non, promettono risultati naturali e non artificiali – afferma il presidente Botti -.
Attenzione però, perché anche le scoperte sull’invecchiamento stanno facendo passi avanti: anni fa si credeva che per spianare le rughe fosse necessario “tirare” i tessuti; in un secondo momento si è capito che era necessario anche “riempire” le zone svuotate dall’invecchiamento. Oggi le nuove scoperte hanno evidenziato che più gonfi non significa più giovani: bisogna anche riposizionare i tessuti a livello profondo, per ottenere risultati più naturali. E questo è possibile solo con il lifting».
La seconda domanda da farsi è quanto tempo deve durare il risultato. «Se si vuole una soluzione definitiva, o che comunque duri per molti anni, allora il bisturi è la scelta giusta – spiega il presidente di Aicpe -. Se invece si è disposti a fare visite periodiche al chirurgo plastico, destinate a diventare sempre più frequenti perché l’invecchiamento sarà sempre più evidente, allora si può arginare con le tecniche mini-invasive».
Un altro quesito da porsi è quanto tempo si è disposti a dedicare alla convalescenza. «Quando ci si sottopone a un’operazione chirurgica è necessario programmare un periodo di assenza dal lavoro – prosegue Botti -. Se non si ha questa possibilità, le soluzioni non chirurgiche come botulino o acido ialuronico possono andare bene».

Ulteriore aspetto, il costo: un intervento di chirurgia plastica ha ovviamente prezzi più alti rispetto alla medicina estetica. Bisogna però fare altre considerazioni: «Le cosiddette “punturine” di botulino e acido ialuronico o i trattamenti mini-invasivi hanno risultati limitati e sarà necessario ricorrere sempre più spesso e in modo più incisivo per contrastare l’invecchiamento, con costi più ridotti ma continui e prolungati nel tempo. Capita spesso che, dopo anni di medicina estetica, il paziente si decida infine per il lifting».


Lo chiamano “effetto Jolie”. Dopo che la star di Hollywood ha reso noto di essere stata sottoposta a una doppia mastectomia per ridurre il rischio di contrarre il cancro, è notevolmente aumentato il numero delle pazienti che si recano dai chirurghi plastici italiani per chiedere informazioni su questo tipo d’intervento. A rivelarlo è l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), che ha registrato una crescita esponenziale delle richieste di chiarimenti per adenectomie per cancerofobia (asportazione delle ghiandole mammarie per paura del cancro) e plastica immediata.

Come ha ricordato il presidente di Aicpe Giovanni Botti “Sull’onda emotiva della doppia mastectomia preventiva di Angelina Jolie, sempre più pazienti chiedono informazioni ai chirurghi plastici per questa operazione. In realtà i casi che presentano un’indicazione reale per tale intervento sono molti meno di quanto si creda, quindi è bene che le pazienti siano realmente informate sulla necessità di sottoporsi a un’operazione.


Un approccio multidisciplinare, insolito e inedito, è quello che ha visto i 150 partecipanti all’ottava edizione del congresso internazionale di Villa Bella, patrocinato dall’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe) e diretto dal presidente di Aicpe, Giovanni Botti, svoltosi dal 24 al 26 maggio a Salò, sul lago di Garda.

Il corso quest’anno è stato dedicato ad “Aggiornamenti in chirurgia estetica del viso”. Con la partecipazione dei migliori chirurghi plastici del mondo, si sono analizzate le ultime tecniche chirurgiche e non per il ringiovanimento del volto, grazie anche ad operazioni eseguite in diretta.

Il congresso “tradizionale” è stato preceduto da un corso esclusivo che ha affrontato il tema della bellezza del volto da un punto di vista piuttosto insolito: per la prima volta in Italia un famoso artista, Angiolino Aime, ha dato lezioni di scultura ai chirurghi plastici, focalizzando l’attenzione sulle distanze perfette e i rapporti ideali dei tratti umani.


La ricerca della perfezione estetica in una donna non riguarda più solo corpo e viso, ma anche le parti intime. Secondo i dati dell’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), si tratta di uno degli ambiti che negli ultimi anni ha avuto una crescita maggiore: solo nel 2012 sono aumentati di quasi il 24% rispetto al 2011, pur rimanendo un intervento di nicchia.

Nel registrare questo trend, Aicpe lancia un monito: «Ricorrere al bisturi per migliorare l’estetica dei genitali è una possibilità che deve essere valutata con moltissima attenzione – dice Giovanni Botti, presidente di Aicpe -. È necessario ponderare bene la possibilità di operarsi; l’intervento non deve essere affrontato con superficialità o solo perché è una “moda”». Importante è rivolgersi solo a chirurghi plastici esperti in questo tipo di interventi, in quanto si tratta di zone molto delicate, che richiedono un’accurata valutazione delle richieste delle pazienti e delle anomalie da correggere.