Il protocollo per il miglior seno possibile

La “quarta” non è per tutte. A stabilire quale sia la taglia giusta per il proprio seno, considerando le proporzioni del corpo, ci pensa un protocollo che tiene in considerazione diversi fattori per stabilire quale sia la protesi più giusta. È uno degli argomenti di cui si è parlato a Padova nell’evento “Chirurgia estetica della mammella – la mastoplastica additiva: opinioni a confronto” organizzata e patrocinata dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), con lo scopo di formare e aggiornare i medici.
«Il concetto di armonia del corpo e delle proporzioni è sempre alla base del lavoro di un buon chirurgo, che deve rifiutare le proposte esagerate o di pazienti che hanno aspettative irrealistiche – afferma Alessandro Casadei, direttore del corso e membro del direttivo di Aicpe-. Il primo passo da fare non è scegliere la protesi, ma prendere le misure per verificare quale sono le più adatte per il corpo della paziente. Questo è possibile grazie a un algoritmo decisionale che si ottiene misurando altezza, peso, torace (circonferenza e distanza tra due ascelle), distanza del capezzolo da giugulo o clavicola e verificando con un calibro lo spessore del tessuto mammario, per analizzare che sia sufficiente per nascondere le protesi. Il chirurgo spiega poi quali sono le tecniche possibili per inserire la protesi, le cicatrici che ne derivano e insieme si sceglie la soluzione più adatta. Per le pazienti che hanno poco tessuto è possibile scegliere protesi di dimensioni più piccole accompagnate da un innesto di tessuto adiposo, prelevato da altre parti del corpo, e da inserire nello stesso intervento, in modo da “nascondere” la protesi».
L’aumento del seno resta uno degli interventi più desiderati dalle donne e determinante è la scelta del chirurgo: deve essere preparato e aggiornato, in grado di proporre la soluzione giusta, che è diversa in ciascuno dei casi che si trova davanti.
Un buon chirurgo plastico deve spiegare alla paziente a cosa va incontro, informare sulle tecniche esistenti, rischi e complicanze, e indicare le alternative al paziente. Deve conoscere le diverse metodiche operative ed essere in grado di porre le corrette indicazioni al loro utilizzo in relazione al tipo di deformità da correggere, conoscere le diverse tipologie di impianti reperibili sul mercato con vantaggi e svantaggi, implementare la qualità dei risultati ottenibili e conoscere le attenzioni da prestare per minimizzare le complicanze ed i metodi per risolverle.
Tutte le indicazioni sono contenute nelle linee guida di Aicpe, un vademecum consultabile sul sito www.aicpe.org, a disposizione di medici e pazienti in cui è indicato tutto quello che c’è da sapere sui principali interventi di chirurgia estetica, dagli esami preliminari fino alle possibili complicazioni.
Le motivazioni. Le donne che decidono di operarsi per aumentare il seno, di solito arrivano dal chirurgo dopo averci pensato a lungo: «Con il medico le pazienti si raccontano e si sfogano, chiedono aiuto al chirurgo per ritrovare la propria femminilità, in cui il seno ricopre una marcata importanza. Sono donne a cui non piace più l’immagine che vedono davanti allo specchio, che cercano un aiuto a sentirsi “a posto” nell’intimità, liberando il proprio rapporto di donna da paure e incertezze: non si parla di rivalità, competitività o carriera, ma di semplice benessere personale e un po’ di seduzione. Parlano dell’importanza delle conseguenze psicologiche nella vita di relazione e nel rapporto con il partner, richiamando l’attenzione sul valore non solo fisico, ma anche psicologico, di riportare il seno alla sua forma naturale» afferma Casadei.
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